Emozioni DOP

Non so se sia stato il fascino del vintage, un po’ di nostalgia, la voglia di riutilizzare un oggetto a cui sono legati tanti ricordi o, molto più banalmente, la voglia di rimettere un po’ di ordine in soffitta. Ma, dopo anni, ho rimesso in funzione il mio vecchio giradischi. L’ho spolverato, l’ho collegato all’impianto stereo, ho sostituito la puntina, et voilà: signori, ecco a voi “la” musica. Quella che ti emoziona, che ti entra dentro, quella calda e viva, che sa di concretezza perché basta un granello di polvere a far cambiare il suono.

 

È quella musica che ascolti solo dopo quel pizzico di fatica e di precisione che richiede un giradischi: un vinile da maneggiare con cura, la pulizia accurata di tutti gli elementi, la puntina da posizionare con attenzione, la velocità del piatto da selezionare.
Niente a che vedere con la musica digitale, con gli mp3, con l’universo di canzoni che possiamo ascoltare con un semplice telefonino, portando facilmente con noi una quantità enorme di brani musicali, da sentire ovunque, in qualsiasi momento e senza sforzo. Una soluzione tecnicamente perfetta, ma fredda, incapace di trasmettere le stesse emozioni ed atmosfere di un vinile.

È così anche per le fotografie. La tecnologia, oggi, ci consente di fare cose inimmaginabili fino a pochi anni fa. Se basta un cellulare a scattare fotografie bellissime, figuriamoci cosa può fare un fotografo professionista, con anni di studio e di esperienza alle spalle e un’attrezzatura all’avanguardia.

Eppure esperienza, studio, macchina fotografica non bastano. Perché non bastano foto tecnicamente perfette, non bastano immagini nitide, non bastano effetti speciali aggiunti in post produzione. Agli sposi non serve un album impeccabile e freddo, che potrebbe essere uguale a quello di mille altre coppie o uguale ad un qualsiasi servizio fotografico su un giornale di moda dedicato al tema del matrimonio.

Agli sposi serve qualcuno che racconti proprio la loro storia. Quella che è nata dal loro primo incontro, dal primo bacio, dai loro litigi, dal loro saper fare pace, dal primo appuntamento, dal loro imparare a volersi bene. Quella nella quale, pian piano, sono entrate le famiglie e gli amici. Quella unica e irripetibile, quella che vincerà ogni difficoltà, quella splendida e più bella di tutte le altre, quella che li ha portati a volersi dire “sì” per sempre.

 

È questo che il fotografo dovrà saper raccontare.

Non un album fotografico patinato, perfetto ma freddo, ma un album vero, unico, irripetibile, che sappia catapultare in un universo di ricordi, di bellezza, di emozioni. Un album vero, che può nascere solo se gli sposi saranno entrati in sintonia con il fotografo, avranno iniziato a vedere in lui non un semplice fornitore, ma quasi un amico, con cui aprirsi e raccontarsi, con cui tirar fuori il meglio di sé, con cui sentirsi a proprio agio e raccontare emozioni, ansie, paure, sogni, ricordi.

È questo il metodo “RealWed”: non solo tecnica fotografica, non solo l’utilizzo di attrezzatura professionale all’avanguardia, non solo precisione. Il racconto del vostro giorno speciale sarà nutrito dall’empatia che avremo creato, dal rapporto che avremo costruito fin dal nostro primo incontro e che ci avrà permesso di conoscerci ed entrare in sintonia. Perché, molto più della tecnica, contano le persone, contano i rapporti, conta il feeling e la voglia di entrare in sintonia e raccontarsi in maniera autentica.

Solo così le foto del vostro matrimonio saranno uniche, solo così racconteranno il vostro amore in maniera sincera e genuina, solo così l’album sarà non solo tecnicamente perfetto, ma avrà quel guizzo di vita e di autenticità, quel carico di emozioni unico capace di risvegliare mille ricordi e di far battere il cuore.

Proprio come quel disco in vinile, in cui tutto, anche un granello di polvere, è prezioso e ricco di vita.

Vuoi anche tu dare forma al racconto del tuo matrimonio con emozionanti fotografie spontanee?